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Atzara:Approvati in consiglio i programmi del 2001

Atzara:Un altro dipinto di Ortiz è in arrivo
Atzara:due Comuni si uniscono per  progetto giovani

Atzara:Un piano integrato per il centro storico

Atzara: Quando l'8 marzo è sinonimo di solidarietà

Atzara: Si all'inglese nelle elementari

Atzara: Piano per il lavoro 2000 - approvato

Atzara: Una biblioteca circolante per le scuole

Atzara: La graduatoria dei buoni computers

Atzara: Inaugurato Museo Regionale d' Arte Moderna 

Atzara: Rieletto presidente provinciale dei ciclisti

Atzara. «Piero Marras. L'artista e il cinghiale»

Atzara ha una nuova concittadina

Un Consiglio-Bis ma composto di soli ragazzini

Atzara:Il consiglio comunale incontra gli emigrati.

Atzara: Il museo sul web

Atzara: Festa per il "Pedale Atzarese" 

Biella:  "Su rosariu sardu  cantadu"   

Atzara: Una bottiglia di vino d'autore

Atzara: Un mattatoio “europeo”.

Cagliari:Il Mandrolisai a New York

Atzara:Norme sul catasto europeo dei vitigni

 

 

 

ATZARA E MEANA SARDO
I due Comuni si uniscono
per un progetto per i giovani



g.m.s.

ATZARA. Si chiamerà «Punto giovane». E sarà uno spazio, una vera e propria struttura autonoma che sarà abitata e animata dai giovani. Non soltanto da quelli di Atzara, ma anche da quelli del paese confinante e vicinissimo di Meana Sardo. Il «Punto giovane», prima di diventare un luogo fisico, è il titolo di uno dei tanti progetti obiettivi inseriti nei piani socio assistenziali per i quali le amministrazioni comunali chiedono una particolare attenzione da parte della Regione sarda e soprattutto finanziamenti straordinari perchè finalizzati a problemi di natura singolare, o, quantomeno, alla soluzione di problemi che affondano le radici in una particolare condizione sociale del territorio.
Il progetto «Punto giovane» nasce da un accordo programmatico che è stato realizzato fra le amministrazioni comunali di Atzara e Meana, che vogliono rivolgersi ai giovani dei due centri per realizzare attività di scambio culturale e crescita sociale, nel superamento delle condizioni di isolamento. I due paesi si trovano, infatti, ai margini della regione del Mandrolisai lungo la tormentata strada statale 128, che, proprio in questo tratto, è caratterizzata dal maggior numero di curve.
L'intenzione degli amministratori comunali è stata proprio quella di avvicinare fra loro almeno i giovani dei due paesi isolati. «Si intendono promuovere - si legge nel progetto obiettivo «Punto giovane» - un insieme di azioni volte al coinvolgimento dei giovani e delle istituzioni nella programmazione di interventi e servizi in loro favore. In concreto si vuole realizzare uno spazio fisico dotato di strumenti e arredi, dove i giovani, le famiglie, i servizi e gli operatori operanti nel territorio possano incontrarsi e strutturare processi di scambio e relazione al fine di progettare azioni per l'autopromozione e autogestione delle attività».
Per la realizzazione del progetto è stato chiesto alla Regione sarda un finanziamento di cento milioni circa. Le risorse verranno utilizzate dalle due amministrazioni comunali che si sono consorziate nella consapevolezza che le problematiche giovanili debbano essere affrontate comunitariamente all'interno dello stesso territorio, senza inutili atteggiameti di competizione, per stimolare il confronto e promuovere soluzioni complessive. Se la Regione sarda darà ascolto alle istanze dei due Comuni si realizzera un servizio del tutto nuovo che potrà essere esemplare anche per altre comunità.

Il Comune sta trattando l'acquisto per il museo
Un altro dipinto di Ortiz
è in arrivo ad Atzara

Giovanni Maria Sedda

ATZARA. Il museo d'arte moderna e contemporanea «Antonio Ortiz Echague» si arricchirà di un'opera originale dello stesso Ortiz, il pittore spagnolo che ha dato il nome alla pinacoteca di Atzara. Attualmente infatti nel museo si può ammirare soltanto un quadro originale di Ortiz, «Donne di Sardegna», che però è di proprieta del museo etnografico di Nuoro, concesso per l'esposizione in occasione dell'inaugurazione del museo atzarese. L'altro quadro di Ortiz, che rappresenta donne in costume atzarese durante la sagra di San Mauro, è invece soltanto una riproduzione a colori. Ora il Comune ha deciso di acquistare un quadro della collezione privata di una signora di Barcellona.
La trattativa, aperta tramite Monserrat Fornells, docente di storia dell'arte all'università spagnola di San Sebastian, si concluderà quasi sicuramente a gennaio con l'acquisto dell'opera che rappresenta «Donne di Mamoiada». La docente spagnola, che in agosto ha ottenuto l'onorificenza della cittadinanza onoraria di Atzara, in quell'occasione ha illustrato l'opera inserita nel volume di un suo studio su Antonio Ortiz Echague. L'amministrazione comunale ha già pronto il progetto finanziario per l'acquisizione dell'opera. E il passaggio di proprietà avverrà sempre tramite la cittadina onoraria Monserrat Fornells, che tanto ha contribuito per divulgare nel mondo l'opera di Ortiz e con i suoi studi anche il nome di Atzara ha fatto il giro del mondo.
Ortiz infatti è diventato famoso soprattutto per le opere realizzate durante il suo soggiorno in Sardegna e ad Atzara in particolare. Per questo motivo il museo è stato intitolato a lui e ora avrà anche la testimonianza di un'opera pittorica di proprietà dell'amministrazione comunale e quindi dello stesso museo. L'iniziativa presa dalla docente Monserrat Fornells contribuirà a far diventare Atzara come cittadina d'arte, centro di cultura e punto d'incontro di artisti.
Nella pinacoteca, infatti, oltre alle opere di Ortiz sono esposte anche quelle degli altri pittori spagnoli Chicarro e De Quiros, del tedesco Shoeler, degli altri artisti sardi del Novecento Figari, Ballero, Biasi, Delitala, Floris, Dessì e del grande artista atzarese tuttora vivente Antonio Corriga, che è anche direttore artistico del museo.

Atzara. «Piero Marras. L'artista e il cinghiale» al centro dell'appuntamento culturale
Antonello Musu presenta il suo libro

g.m.s.

ATZARA. Il libro di Antonello Musu, intitolato «Piero Marras. L'artista e il cinghiale», verrà presentato domenica 2 dicembre, alle 10,30, nel centro di aggregazione sociale. Sarà un appuntamento culturale molto importante, anche perchè, oltre all'autore sarà presente anche il noto artista isolano.
Il libro sarà presentato dai relatori, Giacomo Serreli, giornalista, che ha curato anche la prefazione dell'opera, Salvatore Ligios, editore del volume, Paolo Pillonca, giornalista e scrittore e il presentatore televisivo Giuliano Marongiu, in veste di coordinatore. Inoltre l'interesse dell'incontro, organizzato dall'assessorato comunale alla cultura in collaborazione con il servizio bibliotecario del comune, non si fermerà al dibattito sull'opera di Musu. Nel corso della giornata, infatti, l'associazione turistica Pro Loco ha organizzato un circuito di cantine aperte al pubblico dove si potrà degustare il vino novello. E dopo il percorso enologico non poteva mancare una breve esibizione del cantautore nuorese, Piero Marras, vero mattatore della giornata interemente dedicata a lui. L'esibizione si terrà nel pomeriggio verso le ore 18. Con questa inziativa l'amministrazione comunale ha voluto intensificare le attività culturali ma anche creare occasioni per aprire il paese ai visitatori e valorizzare il vino Doc del Mandrolisai, il prodotto locale sicuramente più importante.

Atzara. Un progetto di valorizzazione con ventinove interventi per dare un volto diverso al cuore del paese
Un piano integrato per il centro storico

Il sindaco Luigi Todde: «Ci sono importanti risorse da recuperare»


Giovanni Maria Sedda


ATZARA. «Il centro storico conserva quel patrimonio culturale che rappresentava il primo sviluppo della comunità». Così avvia il suo discorso al consiglio comunale di Atzara il sindaco Luigi Todde, per illustrare i programmi che l'amministrazione comunale intende concretizzare «per evitare che questa risorsa disponibile perda le sue caratteristiche, al fine di rendere possibile un riuso del centro storico, valorizzandone i suoi aspetti socio-culturali». In sostanza si vuole realizzare un intervento, inizialmente in un'area mirata da valorizzare, da identificare con uno studio appropriato.

Si tratta di un intervento che è stato già avviato da anni con la realizzazione del museo di arte moderna, proprio nella parte più suggestiva del centro storico e diventato gioiello di architettura e di cultura. La pinacoteca si trova nel mezzo dell'asse di collegamento fra i due quartieri storici di "Su Frusciu" e "Bingia de josso". «Quest'asse - scrivono gli architetti Mario Loi e Giuseppe Loche, incaricati della progettazione dell'intervento di valorizzazione - è determinato dalle strade che dalla pinacoteca comunale raggiungono la chiesa parrocchiale di Sant'Antioco. Nel quartiere "Su Frusciu", dalla pinacoteca al vicino palazzo Tolu, attraverso la via Umberto si sale verso l'austero edificio del municipio per imboccare la via Margherita che conduce alla chiesa parrocchiale. In questo percorso si trovano la maggior parte delle emergenze architettoniche del paese.». E su quest'area, già ampiamente valorizzata anche con pavimentazioni in pietra, l'amministrazione comunale intende realizzare ben 29 interventi che verranno proposti al finanziamento dell'apposita legge regionale attraverso un piano integrato. L'ente locale può intervenire con capitali pubblici e privati, che, a fronte di un progetto di studio, tenda a ridare vivibilità al centro storico. Il primo passo dello studio è stato già compiuto. Ora si procederà a realizzare il piano integrato per il quale l'amministrazione comunale ha già predisposto l'acquisizione di alcuni immobili di interesse storico e architettonico. Ora si aspetterà il finanziamento che l'amministrazione comunale solleciterà anche perchè, come dice Luigi Todde, «riconquistare spazi che sono della storia e della cultura di un'intera comunità ha un rilievo anche nei rapporti sociali con prospettive per un turismo esteso a più ampi periodi dell'anno».



Atzara. Un sostegno alle classi sociali più deboli

Approvati in consiglio

i programmi del 2001


Giovanni Maria Sedda


ATZARA. La relazione programmatica per il 2001, discussa e approvata dal consiglio comunale di Atzara il 29 marzo scorso tiene soprattutto conto della classi sociali più bisognose e deboli che, trattandosi della gestione delle finanze comunali, si allontana dalla visione degli investimenti che vanno più di moda in un periodo in cui "gli interessi particolari prevalgono sugli interessi collettivi". Nella sua relazione il sindaco Luigi Todde, ha voluto subito premettere: «Siamo assolutamente contrari al liberismo selvaggio dove la legge del più forte finisce per sopraffare i più deboli».«Promuovere e attuare concretamente il diritto di ciascuno al lavoro - continua il sindaco - serve a far progredire l'intera comunità, verso i traguardi sociali ed economici, che il mondo contemporaneo oggi consente». E sulla linea di queste riflessioni i servizi sociali del comune costituiscono il settore primario perchè rivolto alle giovani generazioni, ai disoccupati, alle famiglie, agli anziani. In sostanza all'intera comunità se per servizi sociali si intende «la somma di interventi - come precisa Luigi Todde - nel settore sanitario, scolastico, assistenziale, ricreativo, sportivo, culturale, riconsiderati tutti unitariamente perchè tali sono le esigenze delle persone, della famiglia, della comunità intera». Così per i minori e adolescenti si finanzieranno viaggi d'istruzione, scambi culturali con gruppi di altre località regionali e nazionali, e comunque, altri interventi che abbiano come principale funzione quella della socializzazione. Per gli anziani non va garantita solo l'assistenza ormai istituzionale, ma un servizio sociale vero e proprio, integrato da prestazioni medico-infermieristiche, che verrà esteso, progressivamente, anche verso altre persone non anziane, ma con problemi psichici e fisici. E siccome sui 1347 abitanti di Atzara ben 277 sono anziani (22% della popolazione) si rende indispensabile l'apertura della casa alloggio, già funzionale, «che dovrà essere un importante strumento di aggregazione e sovializzazione e momento organizzatore di assistenza per la terza età». Il bilancio prevede anche gli interventi verso tutti gli ambiti sociali, ma resta imprescindibile il fatto che «tutte le iniziative debbono tendere a elevare la qualità della vita dell'intera popolazie». A questo dovranno portare il risanamento ambientale, la pianificazione generale e la valorizzazione del centro storico, affrontati nella relazione programmatica.




 

La Nuova Sardegna venerdì 9 marzo 2001, S. Francesca Romana

Quando l'8 marzo è sinonimo di solidarietà
Ad Atzara sarà venduto un ricamo e il ricavato andrà all'Airc

Giovanni Maria Sedda

ATZARA. Un dono per festeggiare la giornata della donna. E il dono è rappresentato da un ricamo messo in mostra proprio l'8 marzo, nella sala consiliare di Atzara, perchè il ricavato della vendita vada a sommarsi alle somme raccolte con l'iniziativa dell' "Albero della vita", innalzato a Natale nella piazza del paese, sempre per sostenere la ricerca sul cancro.
Nella prima occasione era stata l'intera popolazione atzarese a sentirsi coinvolta nell'addobbare l'albero della vita con lo scopo di raccogliere i fondi necessari per la pubblicazione del libro "Contos e dicios" un excursus di storie e detti locali, il cui ricavato della vendita andrà interamente devoluto a favore dell'Aicr (Associazione Italiana per la ricerca sul cancro). Un trittico di iniziative, quindi, per raggiungere lo scopo finale che si è proposto di conseguire la delegazione atzarese dell'Airc: prima l'albero natalizio "della vita", ora la mostra "RicamArte" e infine il libro dei racconti popolari che potrà diventare fonte di reddito sicuro proiettato nel tempo per l'associazione di volontariato e documento della solidarietà per il paese. Le tre iniziative costituiranno strumenti di comunicazione, di sensibilizzazione e di coinvolgimento. Ora è arrivato il momento delle donne atzaresi per inserirsi nella realizzazione del progetto della pubblicazione del libro, che avrà, anch'esso, il duplice scopo culturale di raccogliere i "Contos e Dicios" e quello di diventare veicolo per raggiungere gli''obiettivi del Gruppo dei volontari. La giornata della mimosa verrà arricchita di quei contenuti che le stesse donne hanno voluto rivalutare in termini di vera emancipazione femminista. E se il ricamo è prerogativa della femminile pazienza, farà parte della mostra-mercato finalizzata all'Aicr. L'esposizione è ricca di svariati lavori, offerti dalle volontarie. Lavori realizzati in lunghe giornate di silenzio e generosità. La mostra inaugurata l'8 marzo rimarrà aperta fino all'11. «Un modo diverso - ha commentato, Sebastiana Demuru, del gruppo Aicr di Atzara - per ricordare l'8 marzo all'insegna della solidarietà, a favore della ricerca scientifica».

 
 
 
 
"Su rosariu cantadu", canti e preghiere sardi a Biella 16 febbraio 2000

 

Torino - Il Giubileo del 2000 reca con sé, per i sardi, la particolare connotazione della fede e della spiritualità che sgorgano dalla solenne musicalità dei canti e delle preghiere isolane che - grazie alle loro armonie, frutto di sapienza antica - hanno il potere evocativo di riportare all'indietro nel tempo e nello spazio.

Cristiani da subito, i Sardi hanno evoluto una religiosità loro propria fatta di canti, come i gosos (lodi), che esprimono nella lingua locale il rapporto col divino. Al punto che, dice Battista Saiu (presidente dell'attivissimo Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella), "la nostra tradizione vanta migliaia di canti e di litanie, capaci di risvegliare e sollecitare emozioni ancestrali anche in chi è nato fuori dell'isola. Dalla culla alla tomba, lungo tutto il corso della vita, ninnidos (ninnenanne), attittidos (lamenti funebri), pregadorias (preghiere) ci accompagnano e ci ricordano - ovunque noi siamo - il legame con la nostra terra. A volte dura, a volte dolce, ma sempre e comunque "madre".
Nell'anno del grande Giubileo, e suggellata dall'approvazione ecclesiastica del Vicario generale Mons. Fernando Marchi, ha visto la luce una delle più recenti fatiche editoriali del Circolo sardo che ha sede a Biella.
L'opuscolo "Su rosariu cantadu", che raccoglie "Cantigos et Pregadorias" corredati da partiture musicali, sarà utilizzato dai sardi della comunità biellese durante tutto l'anno giubilare. Per l'occasione il vescovo mons. Massimo Giustetti ha incaricato don Ferdinando Gallu, nativo di Chiaramonti in provincia di Sassari, di tenere "in Limba sarda" (cioè in sardo) le meditazioni degli incontri di preghiera.
Ogni mese, infatti, spiega ancora Battista Saiu (presidente del Circolo) "ci ritroveremo nella Basilica di san Sebastiano per il solenne "Rosario cantato". Le versioni melodiche adottate sono quelle di Atzara (Deus ti salvet Maria e Laudadu), e quelle di Belvì (Su Babbu nostru e Deus ti salvet Reina). Sos misterios, invece, sono nella variante oristanese, tratti dal Catechismu Brevi di mons. Giorgio Francesco Maria Del Rio, vescovo di Oristano, pubblicato nel 1922".
Un nutrito gruppo di Soci e Socie ha reimparato, o addirittura scoperto, questo particolare modo di ritrovarsi per fare e vivere un aspetto significativo della cultura sarda - con forti valenze spirituali - già negli incontri preparatori, iniziati alla fine di Settembre e culminati il 28 Gennaio nel primo momento pubblico.

 

venerdì 16 febbraio 2001

Vittoria dei genitori ad Atzara:
sì all'inglese nelle elementari

g.m.s.

ATZARA. Non sempre gli scioperi sono inutili o passati di moda. Quello dei genitori e degli alunni della scuola elementare di Atzara, con il sindaco Luigi Todde in testa, ha conseguito i risultati sperati in pochi giorni. L'insegnamento della lingua straniera, infatti, è stato finanziato dal provveditorato agli studi di Nuoro, con un ammontare di 8 milioni per l'insegnamento dell'inglese.
«Un primo passo - ha commentato il sindaco Todde - per garantire pari condizioni di vita e di studio per gli alunni delle zone interne».
Lo stato di agitazione aveva avuto inizio con la proclamazione dello sciopero da parte dei genitori degli alunni. Il 12 febbraio avevano incrociato le braccia, con i propri figli, davanti alla direzione della scuola per protestare «contro l'ostinato rifiuto di impartire la lingua straniera come prescritta dalla legge 148 del 1990». Dopo aver ricordato di essere sostenuti da amministratori e politici locali, nel documento affermavano che quel sostengo non era riuscito a vincere «la resistenza della direzione della scuola». Inoltre, affermavano, «il preside e il resto del consiglio si sono rifiutati di dare alcun argomento coerente per il loro atteggiamento». Un atteggiamento che si opponeva «a un futuro europeo anche per i nostri figli». E quella strada è stata aperta quasi subito con lo sciopero. Il provveditore si è dimostrato più rispettoso delle leggi e sensibile della direzione didattica.

 

La Nuova sardegna di domenica 26 novembre 2000, S. Barbato

Atzara, i contributi per il computer

g.m.s.

ATZARA. Pubblicata la graduatoria provvisoria per gli aventi diritto al contributo regionale da un milione per l'acquisto di un computer. Per una disponibilità di 33 milioni hanno presentato domanda 84 cittadini. Quelli che non sono stati inseriti nella graduatoria potranno ricorrere entro il 27 novembre. Questi i 33 ammessi con nome e cognome, data di nascita, e nome dell'esercente la patria potestà: Mura Gianfrancesco (25/10/87), Mura Giuseppe; Pisano Stefano (22/5/86), Tolu M. Francesca; Manca Elisabetta (7/6/84), Manca Tomaso; Manca Giovanni (19/8/87), Manca Antonio; Manca Eleonora (4/2/87), Manca Antonio; Demelas Giovanni (24/1/84), Demelas Piero F.; Demelas Giovanna (24/1/87, Demelas Ottavio; Demelas Manuela (22/8/84), Demelas Luigi; Demelas Francesca (22/4/84), Demelas Mario; Manca Domenico (22/8/83), Manca Giov.Ignazio; Flore Marco (28/5/83), Floris Pasqualina; Manca Silvia (14/10/78); Cossu Paolo (28/6/90), Deligia Salvina; Demelas Giorgia (22/3/90), Cavada Silvana; Zappalà Aurora (27/11/89), Pisu Anna Maria; Deligia Marco (1/10/89), Deligia Michele; Tolu Francesco (18/8/89), Tolu Antioco; Muggianu Marco (15/5/89), Muggianu Pietro; Cossu Enrico (23/11/88), Cossu Nicolò; Flore Michele (20/5/88), Flore Pietro; Melis Cristina (26/12/87), Manca Angela; Serra Fabio (30/10/87), Serra Basilio; Serra Davide (26/1/87), Serra Francesco; Serra Mattia (3/7/86), Serra Giovanni; Mocci Silvia (16/4/86), Mocci Sebastiano; Patta Mauro (21/5/85), Patta Saverio; Pisu Paola (7/7/84), Pisu Giuseppe; Demelas Gian Domenico (9/12/83), Demurtas Rita; Asoni Aldo (18/8/83), Mura Maria; Demurtas Antonio (24/11/83), Mocci Giuseppa; Manca Paola (30/4/83), Manca Michele; Atzori Franco (3/8/82); Demelas Valeria (25/5/82).

 

Un mattatoio “europeo” nella più importante azienda agrituristica del Mandrolisai -  L’Unione sarda 12 Giugno 2000

 

Atzara Un locale polivalente da adibire a mattatoio per l’azienda agrituristica Su Zeminariu. Verrà costruito grazie a un finanziamento di circa 80 milioni, concesso ai sensi della legge regionale 18/98 sull’agriturismo e sarà la prima struttura del genere in Sardegna. Non è un caso che nasca proprio nella prima azienda agrituristica realizzata nel Mandrolisai dalla dinamica Maria Pisu, autentico pioniere nel settore. «L’idea di realizzare la struttura - spiega il responsabile del comparto agrituristico dell’Ersat di Sorgono Giampiero Zanda - è nata dall’esigenza di migliorare il sistema di macellazione e trasformazione delle carni prodotte in azienda, nel rispetto delle direttive comunitarie in materia di Haccp». La sigla indica una direttiva Cee sulla tutela e sicurezza dei prodotti alimentari: risale al ’93 ed è stata recepita dall’Italia attraverso un decreto-legge del maggio ’97. Il mattatoio-pilota di Atzara apre, almeno così si spera, la strada verso una organizzazione più moderna delle aziende agrituristiche. La struttura si compone di due locali: in uno avviene la macellazione dei capi, quelli previsti per legge, e nell’altra la preparazione e conservazione delle carni.  Attilio Loche

  

 

ATZARA.:

Il paese del Mandrolisai invaso da migliaia di turisti per la sagra

Una bottiglia di vino d'autore

Premio speciale per le cantine di Vincenzo Manca


Atzara Una sagra da ricordare. Ancora una volta il buon vino ha attirato nel piccole centro del Mandrolisai migliaia di turisti. Ad Atzara, però, il vino rappresenta da sempre anche una fonte di reddito molto importante. Su quattrocento famiglie ben centosessanta producono in media 3000 litri di vino all'anno per un totale che si aggira intorno ai 480 mila litri.

Nel mercato dei cosiddetti vini di proprietà quello atzarese viene piazzato ad un prezzo che va dalle 3000 alle 3500 lire a litro. Il giro d'affari si attesta intorno al miliardo e mezzo.

«Se tutti i produttori atzaresi conferissero le uve alla cantina sociale del Mandrolisai - ha osservato l'enograstronomo Angelo Concas nel corso della premiazione del concorso "La bottiglia dell'anno" - vi sarebbe un potenziale di mezzo milione di bottiglie da immettere sui mercati più importanti del mondo».

A proposito del concorso "La bottiglia dell'anno" questa volta la vittoria è andata a Vincenzo Manca, che ha avuto la meglio su Luigi Demurtas e Sebastiano Meloni. La giuria, composta da Angelo Concas, che tra l'altro fa parte dell'associazione italiana sommelier, dall'enologo e dal presidente della cantina sociale di Sorgono Paolo Porcu e Tomaso Etzo, ha avuto il suo gran da fare per riuscire a stilare una graduatoria tra gli 80 vini presentati al concorso.

Nella giornata di sabato era stata fatta una prima selezione, portando i migliori dieci vini ad un ulteriore esame, effettuato nella mattinata di domenica davanti ad un numeroso pubblico. Oltre ai tre premiati hanno ottenuto il riconoscimento della "gran menzione" i vini proposti da Benito Pisu, Giovanni Meloni, Luigi Perdacciu, Gabriele Manca, Sebastiano Muggianu, Raimondo Borciu, Antioco Tolu, Antioco Flore, Antioco, Gavino e Luigi Demurtas.

«I vini scartati - ha precisato il presidente della giuria Concas - presentavano come gli altri un ottima base. Purtroppo abbiamo riscontrato qualche piccolo difetto, provocato soprattutto dai recipienti in cui venivano tenuti. Sono convinto che, con piccoli accorgimenti, già dal prossimo anno ci ritroveremo tra i menzionati non pochi vini oggi scartati».

«Fare una graduatoria di merito assoluta - ha aggiunto l'enologo Paolo Porcu - è sempre imbarazzante, ma se ci siamo trovati in imbarazzo nella scelta significa che i vini meritevoli erano tanti». Attilio Loche

 

 
giovedì 1 marzo 2001, I di Quaresima
Atzara, l'Ersat spiega le norme
sul catasto europeo dei vitigni

g.m.
ATZARA. Ancora le direttive della Comunità europea fonte di preoccupazione per gli operatori agrari del Mandrolisai. In una riunione tenutasi martedì scorso ad Atzara si è parlato delle nuove normative per la coltura della vite. Nella sala consiliare del piccolo centro mandrolisaino una ottantina di possessori di vigneti ha incontrato il coordinatore del centro zonale Ersat di Sorgono Ciriaco Loddo.
Si è discusso sui contenuti del regolamento comunitario 1493/99 relativo alla riorganizzazione comune del mercato vitivinicolo. Entrata in vigore il primo agosto dell'anno scorso, la normativa obbliga tutti i viticoltori a denunciare il possesso, a qualsiasi di titolo, di superfici adibite alla coltura della vite che superino i mille metri quadri di estensione. La dichiarazione, obbligatoria, deve essere presentata all'Azienda erogazioni agricole (Agea ex aima) entro il 31 marzo prossimo, e serve per consentire la creazione di un vero e proprio catasto delle aree vitate al fine di realizzare una apposita regolamentazione delle quote. Un poco come accade per il bestiame, il possesso di una vigna significherà avere una quota, che garantisce il diritto ad impiantare vigneti e di accedere ai finanziamenti erogati dall'Ue. L'Ersat si è fatta carico di accettare la precompilazione delle domande dirette all'Agea, oltre che promuovere incontri con gli operatori per spiegare il regolamento 1493. Particolarmente spinoso il capitolo sulle sanzioni che ha suscitato molta preoccupazione tra i viticoltori. Coloro che non adempiranno all'obbligo di informare l'Agea del possesso di un vigneto, rischiano di incappare in sanzioni amministrative molto salate.
Ad Atzara, vista la grande superficie coltivata a vigne, saranno in molti a dover presentare la denuncia. Per facilitare loro le cose il Comune aprirà un ufficio con un funzionario, istruito dai tecnici Ersat, che riceverà le domande e fornirà informazioni.
«Vista la grande estensione di terreni adibiti a vigneto in questo comprensorio - ha detto Ciriaco Loddo -, ci è sembrato opportuno organizzare questo incontro con gli operatori interessati, al fine di chiarire quelli che sono i benefici e i problemi connessi alla nuova normativa. Nei prossimi giorni personale dell'Ersat incontrerà i viticoltori di Sorgono, Meana Sardo e Ortueri».