Breve storia di Atzara

 

 

 Nel nostro territorio abbiamo diverse testimonianze preistoriche: il neolitico, grazie alle domus de janas, nella zona di Corongiu Senes e alle lame e alle punte di freccia rinvenute soprattutto nel territorio di Launisa.

La civiltà delle Tholoi è testimoniata dai resti di alcune tombe dei giganti e dal nuraghe di Abba Gadda (cioè acqua calda) a sud ovest del Paese, in buono stato di conservazione. In origine i massi che lo compongono erano ricoperti da una patina di argilla che l’isolava dall'umidità e dalle intemperie. La torre centrale è alta circa sei metri.    Alcuni anni fa sono stati effettuati degli scavi che hanno portato alla luce alcuni muri ancora da decifrare. Altri nuraghe sono quelli di Su Pisu, di Figus, di Su Nurache , di Ni’ e  Crobu e di Ligios.

Per quanto riguarda le chiese ricordiamo Santa Maria Bambina, costruita verso il 1000, vicino alla strada antica per Belvì. Questa santa si festeggia l’otto di settembre. Si crede che sia la chiesa più antica  di tutta la zona.

Secondo la tradizione, il primo insediamento di Atzara ebbe inizio a “Bingia ‘e josso” presso una fonte di acqua rinomata per la sua purezza e leggerezza.

I rioni più antichi di Atzara sono: “ Su Fruscu","Sa Cora Manna”,"Su Cuccuru de Santu Giorgi",."Montiga e Susu","lodine","Zuri","Montiga e josso".

Qui si trovano ancora le case vecchie ,basse e tutte di granito, le soffitte con le travi di quercia. Ci sono alcune case con le cornici delle porte e delle finestre in trachite lavorate finemente con lo scalpello, la casa de “Su Conte” ed un pozzo a cupola, la casa parrocchiale  e la Chiesa di Sant’Antioco abbellita da un rosone di gran pregio.

La Chiesa Parrocchiale di Sant’Antioco  Martire, risale al secolo XVI, in stile gotico, pisano, aragonese. La navata centrale e il coro in stile gotico, le due navate laterali,  gli archi delle colonne sono in invece stile romanico. L'altare maggiore era in legno, in stile spagnolo, ora collocato nella cappella del Sacro Cuore. La facciata come pure il campanile sono in trachite.

Meritano di essere ricordati alcune preziose argenterie di epoca cinquecentesca: un ostensorio di fattura spagnola, una croce da attribuirsi, quasi sicuramente, ad un maestro cagliaritano.

Un tempo sopra il campanile vi era una cupola  sopra della quale si trovava una sfera di rame molto grande, sopra di essa una sfera. A causa del pericolo di crollo fu eretto sul lato destro rispetto alla facciata, un muro  di sostegno in granito. Venne eliminata la cupola e quindi tolta la sfera in rame e la croce.

 Nella parte anteriore della chiesa rispetto alla facciata, un tempo si trovava una scultura di pietra che aveva l'aspetto di un omino senza vesti detto comunemente "Su Moru Sacru" fungeva da scolo per l'acqua piovana.. Si racconta che tutti coloro che passa vano per quella via alzavano la testa per guardare la statuetta

.Sant’Antioco è il Patrono di Atzara. La festa in onore del Santo Martire si celebra il 13 Novembre. Un tempo era la festa più importante dell’anno. Arrivavano ad Atzara numerosi forestieri che si trattenevano per alcuni giorni, alcuni per settimane. Veniva data loro “Sa Pane ‘e Sapa”, vitto e alloggio

Anche i bisognosi giungevano ad Atzara,  chiedevano l’elemosina. Si preparavano due tipi di pane ‘e sapa, uno "fioriu, cioè ricco di noci , nocciole e mandorle, un altro solo con l’uva passa che veniva offerto ai poverelli di passaggio. Questa festa per le famiglie non ere solo un divertimento con canti e balli, ma spesso una grande fatica in quanto bisognava accudire agli ospiti. Per questo motivo si cantava: “Santu’Antiogheddu meu devotu , bettae un’abba lena lena, chi non bengiada gente angena.”

Il comitato organizzatore della festa, composto da due obrieri, il Maggiore e quello Minore, passava nelle case e chiedeva l’offerta. Successivamente venivano consegnate le palme alle famiglie. Solitamente nel consegnare le palme si teneva conto dell’offerta ricevuta. Esistevano infatti tre tipi di palma più o meno lavorata.

Altra chiesa è quella di “Santa Maria e’ Josso” sulla strada per Samugheo. Questa chiesa è crollata nel primo 900, simile a quella di Santa Maria ‘e susu e di San Giorgio, anche se di epoca successiva. E’ stata ricostruita negli anni ‘70 con uno stile moderno molto discutibile.

Anticamente veniva chiamata Santa Maria de is Novizios, perché sono stati trovati nelle vicinanze i resti di un insediamento di novizi della chiesa di san Marco e della confraternita del Rosario. La festa relativa a Santa Maria e Josso si celebra il 22 Agosto.

In territorio di Sorgono chiamato Santu Jaccu ,territorio che però appartenente a Tonara, si trova una chiesa che è stata restaurata e in gran parte ricostruita nel 1999.

Atzara viene citata in alcuni documenti ufficiali del periodo che va dal 1000 al 1470. Le prime notizie di un certo rilievo risalgono al 1205, si tratta di un documento che assegna alcuni servi della gleba ai propri padroni. Questo documento è molto importante perché ci fa capire la situazione in cui si trovavano le classi sociali più povere. Altro documento importante e quello del Codice Diplomatico delle Relazioni tra la Santa Sede e la Sardegna: Atzara risulta citata nell’atto riguardante l’atto di pace tra la Giudichessa Eleonora d’Arborea e il Re Giovanni d’Aragona. del 1388.